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Denti bianchi e denti sani: facciamo chiarezza
Tempo di lettura stimato: 8 minuti

Denti bianchi e denti sani: facciamo chiarezza

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L’aspetto del sorriso è uno dei primi elementi osservati nel volto umano, ma sfatiamo un mito: i denti bianchi non sono necessariamente denti sani.

Studi di psicologia e odontoiatria estetica, mostrano che il colore dei denti influenza la valutazione della salute generale: i denti più bianchi aumentano la percezione di igiene (1). Questa associazione è spesso inconscia: il cervello usa scorciatoie visive, le cosiddette heuristics, identificate dagli psicologi Kahneman e Tversky negli anni ’70, per valutare rapidamente salute e affidabilità di una persona. La letteratura antropologica e sociologica, tuttavia, riporta l’esistenza di alcune culture per le quali il colore dei denti non è un indicatore di salute né di status. In alcune tradizioni Giapponesi (Ohaguro), infatti, il nero dei denti, ottenuto con pigmenti vegetali, era considerato bello e nobile fino al XIX secolo.

Inoltre, nell’ultimo decennio, si è diffusa la tendenza a modificare o coprire il colore naturale dei denti attraverso dispositivi estetici ad alto valore simbolico, come i grillz. Si tratta di coperture, generalmente realizzate su misura, in oro, argento o arricchite con pietre preziose, applicate ai denti anteriori mediante sistemi dedicati. In questo contesto, il colore naturale del dente perde rilevanza, lasciando spazio a materiali di maggiore impatto estetico e identitario.

Da cosa dipende il colore dei denti

La letteratura odontoiatrica conferma che il colore dei denti è da considerarsi come il risultato di una molteplicità di aspetti e fattori, come meccanismi biochimici e di diversa natura, spesso sovrapposti (3). Il colore naturale dei denti varia fisiologicamente in base a:

  • quantità e qualità di smalto e dentina,
  • età,
  • abitudini.

 

Il bianco non è un indicatore clinico di salute: denti molto chiari possono avere carie, erosioni, abrasioni e manifestare ipersensibilità o presentare problematiche di tipo parodontale. Al contrario, denti di colorazioni non omogenee, come quelle da tetracicline o che, in generale, presentano una tinta sui toni del giallo, possono essere perfettamente sani (2).

Quando i denti bianchi non sono sani

Un esempio di colorazione molto bianca, ma che non corrisponde a uno smalto sano, sono le “White spot”. Queste “macchie bianche sui denti” contengono un quantitativo inferiore di componente minerale, che non presenta dunque la stessa translucenza dello smalto. I cristalli di idrossiapatite non sono disposti secondo pattern precisi e ordinati, tanto che si formano micro-porosità che rendono la superficie meno compatta, di un aspetto bianco-gessoso, e maggiormente incline alle carie, specialmente in settori di difficile detersione, come i molari.

Anche la fluorosi può dare un aspetto più bianco al sorriso, ma rappresenta un difetto diffuso della struttura dovuto ad un’assunzione eccessiva di fluoro da parte del bambino già dai primi giorni di vita. Le fluorosi di grado lieve e moderato presentano aree più bianche, mentre quelle di grado severo portano all’esposizione di macchie brune.

Per le alterazioni superficiali dello smalto, come white spot o fluorosi lieve, esistono trattamenti specifici come la micro-abrasione che, rimuovendo pochi micron di smalto, uniforma la superficie, mentre linfiltrazione resinosa che ne segue penetra nelle porosità modificando l’indice di rifrazione, rendendo la macchia meno visibile.

Da non trascurare poi la sintomatologia di ipersensibilità che spesso accompagna white spot e fluorosi. Di grande aiuto possono essere i prodotti per uso quotidiano e domiciliare appositamente studiati per contrastare l’ipersensibilità dentinale, come il Nitrato di Potassio, e quelli con funzione remineralizzante come il Calcio Fosfato Amorfo – ACP – funzionalizzata con Fluoro.

Remineralizzare con formulazioni specifiche è un’ottima strategia, priva di effetti collaterali, per prendersi cura dei propri denti: una revisione sistematica del 2023, evidenzia che la remineralizzazione può inibire e invertire la demineralizzazione dello smalto nelle fasi iniziali, migliorando struttura e translucenza (4).

Pigmentazioni dei denti: estrinseche e intrinseche

Per spiegare perché i denti possono presentare un colore alterato è importante considerare anche i difetti strutturali dei tessuti duri e distinguere tra le cause che ne hanno alterato la percezione estetica, quelle di natura estrinseca o intrinseca.

  • Le pigmentazioni estrinseche sono macchie che si depositano sulla superficie dello smalto, grazie anche al potere ritentivo della pellicola acquisita e della placca batterica, organizzata in biofilm.
  • Le pigmentazioni intrinseche non modificano la struttura del dente: sono superficiali e rimuovibili e rendono i denti “più gialli” o “più scuri”, senza che vi sia alcuna patologia.

 

Attraverso protocolli attuati durante la seduta di igiene orale professionale, che implicano l’uso di strumenti e tecnologie specifiche, è possibile rimuovere le pigmentazioni e individuare le strategie quotidiane più efficaci per evitare le recidive. Tra queste, il corretto utilizzo di presidi meccanici (spazzolini, fili, scovolini) e chimici (dentifrici, collutori, gel) per l’igiene orale domiciliare, oltre alla riduzione o all’eliminazione di cibi, bevande pigmentanti e abitudini dannose come il fumo.

Nel corso di una seduta di igiene orale professionale, il clinico valuta attentamente lo stato di salute degli elementi, per poi procedere con il trattamento di sbiancamento dentale professionale più idoneo. Il perossido di idrogeno o il perossido di carbammide nelle diverse percentuali, possono condurre a ottimi risultati in termini di estetica del sorriso, appagando il desiderio del paziente di vedersi denti più bianchi (6). Odontoiatra e igienista dentale, in sinergia, saranno le figure complementari e di riferimento per far sì che il concetto di denti bianchi e sani venga perseguito con serietà clinica e consapevolezza.

Clorexidina e controllo della placca

La clorexidina è un antisettico che riduce efficacemente la carica batterica del cavo orale grazie alla sua capacità di legarsi ai tessuti e alla substantivity, che consente il rilascio graduale del principio attivo, assicurando un’azione prolungata nel tempo contro la formazione della placca.

Può rappresentare un agente cromogeno, ma le pigmentazioni giallo-brune possono essere prevenute o ridotte in modo efficace, grazie all’associazione della molecola attiva con l’innovativa formulazione brevettata chiamata Anti Discoloration System (ADS) presente in collutori, dentifrici o gel.

Avere denti bianchi, quindim, non implica avere denti sani, ma intraprendere un percorso che porti alla miglior gestione della salute del proprio sorriso. Raggiungere l’obiettivo di denti bianchi implica un’attenta analisi dello stato di salute del cavo orale e delle possibili opzioni terapeutiche, tra cui lo sbiancamento dentale professionale e/o domiciliare. Risulta quindi fondamentale il concetto che, prima di ottenere denti bianchi, sia necessario garantire il miglior controllo della salute di tutte le componenti del cavo orale che contribuiscono a definire il sorriso del paziente.

Messaggi chiave

Bibliografia

  1. Stojilković M, Gušić I, Berić J, Prodanović D, Pecikozić N, Veljović T, Mirnić J, Đurić M. Evaluating the influence of dental aesthetics on psychosocial well-being and self-esteem among students of the University of Novi Sad, Serbia: a cross-sectional study. BMC Oral Health. 2024 Feb 26;24(1):277. doi: 10.1186/s12903-024-04002-5. PMID: 38408989; PMCID: PMC10895718.2. IOSR Journal of Dental and Medical Sciences (IOSR-JDMS) e-ISSN: 2279-0853, p-ISSN: 2279-0861.Volume 24, Issue 7 Ser. 6 (July. 2025), PP 10-13 iosrjournals.org

 

  1. Ljubica Prosheva,Optical Properties And Color Perception In Esthetic Dentistry: A Literature Review

 

  1. Faiez N Hattab, Tooth Discoloration: Causes and Clinical Presentation -Part I, November 2024Journal of Oral Health and Community Dentistry 18(2):63–74 DOI:5005/jp-journals-10062-0187

 

  1. Malcangi G, Patano A, Morolla R, De Santis M, Piras F, Settanni V, Mancini A, Di Venere D, Inchingolo F, Inchingolo AD, Dipalma G, Inchingolo AM. Analysis of Dental Enamel Remineralization: A Systematic Review of Technique Comparisons. Bioengineering (Basel). 2023 Apr 12;10(4):472. doi: 10.3390/bioengineering10040472. PMID: 37106659; PMCID: PMC10135549

 

  1. A. Baptista, Home Dental Whitening: Preliminary Clinical Study of the Technique and Patients’ Perception, ,January 2024

 

  1. Butera A, Maiorani C, Rederiene G, Checchi S, Nardi GM. Evaluation of the Effectiveness of Different Types of Professional Tooth Whitening: A Systematic Review. Bioengineering (Basel). 2024 Nov 21;11(12):1178. doi: 10.3390/bioengineering11121178. PMID: 39767997; PMCID: PMC11672885.

 

  1. Pordeus Batista LA, Vieira-Junior WF, Pacheco RR, Mori AA, Sundfeld D, Pini NIP. Color alteration with ceramic veneers according to the tooth type and preparation step: A clinical analysis. J Prosthet Dent. 2024 Jul;132(1):100-107. doi: 10.1016/j.prosdent.2022.04.032. Epub 2022 Jul 15. PMID: 35843750.

 

Ultimo aggiornamento: 21/05/2026

Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. Si consiglia di far sempre riferimento al proprio professionista di fiducia.

I contenuti qui riportati sono stati redatti o validati da:

Igienista Dentale | Consulente scientifico e divulgatrice

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