Via Parini, 19
Parliamo spesso dell’importanza della salute orale per il benessere fisico, mentale e relazionale. In questa sezione, abbiamo pensato di raccontarvelo in modo diverso, con un mezzo narrativo forse un po’ nostalgico, ma dal nostro punto di vista efficace: un fotoromanzo!
Speriamo che seguendo le storie dei ragazzi di Via Parini, 19 si possa percepire quanto la salute orale sia un tassello fondamentale per la propria salute, ma anche un pezzo di quotidianità che porta significati profondi di cura, di attenzione, di rispetto per sé e per gli altri, un’occasione di condivisione, spensieratezza, allegria e ottimismo.
1. Via Parini, 19: dove tutto ha inizio
C’è una storia che vogliamo raccontare; la storia di alcuni amici, persone come tante che affrontano opportunità e sfide, vivono esperienze e prendono decisioni in questo 2026.
Sono persone diverse tra loro, con caratteri, obiettivi e desideri propri, ma accomunati da una cosa: l’attitudine alla vita.
Sorridenti, ottimisti, gentili, affettuosi, attenti al benessere della propria famiglia e dei propri amici, senza mai dimenticare o trascurare la propria salute.
Le loro storie gravitano intorno al Café Smile in “Via Parini, 19”, luogo dove si ritrovano spesso, e nell’appartamento dove abitano due di loro, Mila ed Elena, proprio al primo piano del medesimo edificio.
Il 2026 non sarà solo l’anno in cui scriveranno un capitolo indimenticabile delle loro vite, ma sarà anche l’anno dove noi scopriremo le loro storie, seguendoli passo per passo in un tunnel di amicizia, sfide, opportunità e amore.
Questa è la storia di persone sorridenti e gentili, piene di vita e pronte ad affrontare qualsiasi cosa.
2. Mila: sé stessa, sempre
Dopo essersi trasferita dal Centro Italia, Mila può finalmente vivere in modo indipendente come aveva tanto sognato. Partire e cambiare fa sempre paura, ma Mila è da sempre intraprendente e determinata.
Dolce e sempre sorridente, Mila è pronta ad iniziare la sua nuova vita fuori casa e raggiungere il sogno che ha da quando ha memoria: lavorare nel campo della moda.
Per Mila la parola “moda” ha con sé un arcobaleno di significati: per lei vuol dire esplorare la propria creatività, approfondire le connessioni con le persone che incontra lungo il cammino, dare sfogo al suo amore per i colori, studiare il modo in cui i tessuti degli abiti permettono di esprimersi. La moda è anche un modo per raccontare la propria storia e soprattutto, elemento preferito di Mila, il modo per esprimere se stessi anche se a volte significa risultare un po’ bizzarri o non convenzionali.
L’empatia è la caratteristica che rende Mila quella che è oggi, una persona in grado di essere sé stessa, accogliente verso gli altri, molto dolce e protettiva con le persone a cui vuole bene; scoprire l’anima delle persone e conoscere il loro vero io è per lei una dolce sfida che porta solo risvolti positivi.
La vera svolta per Mila però risiede nella sua coinquilina…
3. Elena e le sue routine
Elena ha sempre vissuto al ritmo dei numeri: laureata in economia e marketing, per lei tutto ruota intorno a precisione, percentuali e puntualità. Attenta e strutturata, è l’organizzatrice delle uscite e dei ritrovi del gruppo di amici, delle rimpatriate della sua grande famiglia allargata e, adesso, colei che organizza la convivenza con la sua migliore amica.
Elena desidera avere una sorella sin da quando ne ha memoria: è cresciuta con due cugine molto più grandi di lei che le hanno sempre voluto bene, ma le è sempre mancato quel tipo di intesa che invece avevano tra loro. Poche cose sono state così tanto desiderate, ma per Elena quella sorella mai arrivata è sempre stato elemento di malinconia. O, meglio, lo è stato fino a quando ha incontrato Mila all’università e poi sono andate a vivere insieme; Elena ha trovato nella ragazza un’anima affine alla sua con cui condividere i giorni, le speranze e le incertezze.
Essere meticolosa è per Elena uno stile di vita, elemento che applica a qualsiasi cosa abbia intorno. È lei quella che si accerta che il frigo sia pieno e che ci siano sempre frutta e verdura in casa, che tra gli scaffali della dispensa non siano rimasti contenitori vuoti, che si annota tutti i compleanni e ricorda ai suoi amici di prendere appuntamento per le normali visite di routine, consapevole che la prevenzione sia l’elemento fondamentale per una vita sana e piena.
Le sue giornate sono sempre frenetiche e piene di impegni, il lavoro spesso non le dà tregua e tenere i ritmi esaustivi sta diventando davvero difficile, ma c’è un momento in particolare che per lei è sacro e intoccabile: la routine del mattino. Non importano la stagione, il meteo o la temperatura. Elena si sveglia presto ogni giorno, fa una lunga camminata nel grande parco vicino a casa e, prima di salire in casa per farsi una doccia e andare (di corsa) al lavoro si ferma per una spremuta e un caffè bollente.
È proprio quando lo sorseggia ancora caldo, scottandosi quasi sempre la lingua – unico momento in cui la sua meticolosità viene meno, che si prende un attimo per sé, riflette sugli avvenimenti del giorno passato, su quello che l’aspetta lungo il corso della giornata che ha davanti e che, soprattutto, apprezza quello che ha. Quello che non sa è che nella sua vita sta per entrare qualcos’altro di speciale…
4. Racconti e cin cin
L’arrivo di Mila è stato un elemento di svolta anche per Elena. I loro caratteri così affini rendono l’essere coinquiline un’esperienza unica, divertente ed emozionante, motivo per cui i mesi sono volati. Vivere insieme ha insegnato loro a godersi al massimo i piccoli riti: una cioccolata calda dopo una giornata storta, una fetta di torta al cioccolato mangiata al Café Smile, una passeggiata silenziosa sotto i portici guardando con occhi curiosi le novità che propongono le vetrine, flussi di conversazioni a cuore aperto che si rincorrono tra le mura dell’appartamento.
Convivere e condividere gli spazi personali è risultato molto più semplice del previsto: Elena, essendo figlia unica, è sempre cresciuta senza sapere cosa significasse davvero condividere con qualcuno della propria età. I suoi genitori le hanno sempre lasciato tempo e spazio, facendole imparare dai propri errori e dandole ampio margine di manovra, elemento che le ha permesso di sentirsi libera e diventare meticolosa. Mila, invece, è cresciuta a stretto contatto con suo fratello Ivan, che adora, ma vivere con un’amica ha tutto un altro sapore.
A fine giornata, mentre svolgono la loro routine serale prima di andare a dormire, trovano sempre un momento per raccontarsi: si siedono insieme sulla vasca da bagno e si raccontano paure e sogni, si sostengono nei momenti di incertezza e gioiscono per i successi dell’altra…
In bagno, si ritrovano a condividere anche la routine della sera: tra spazzolate rigorose per sciogliere i nodi dei bei capelli rossi di Elena e struccante per togliere il mascara colorato, che Mila usa più per esprimere il suo umore del giorno, che per imbellettarsi. Non manca un’igiene orale meticolosa, a cui Elena richiama sempre tutti, per non saltare neanche un aspetto della salute.“Perché Ivan raggiunge la sorella?”
Una sera, il suono di una notifica distoglie l’attenzione di Mila dalle chiacchiere. «È mio fratello Ivan», annuncia all’amica. «Chiede se può fermarsi qui per un po’».
5. Radici forti per nuovi orizzonti
Da quando Mila si è trasferita, Ivan non ha mai perso occasione per chiamarla, informarsi della sua vita e condividere nei dettagli la propria quotidianità e aggiornamenti sul proprio percorso professionale. Gli mancano la quotidianità e i finti bisticci con la sorella e proprio per questo motivo, quando riceve la proposta di svolgere un colloquio importante nella città in cui vive Mila, non si lascia sfuggire l’occasione di trascorrere del tempo con lei. L’appartamento delle due amiche non è grandissimo, ma è accogliente e soprattutto è sicuro che il divano, morbido e confortevole, sarà un ottimo compagno di dormite per un po’. I due sono sempre stati molto protettivi nei confronti uno dell’altra, caratteristica che qualcuno in passato aveva erroneamente attribuito all’essere stati entrambi adottati: i due giovani, infatti, sono arrivati nella propria famiglia dalla Cina e dall’Ungheria quando erano molto piccoli. In realtà Mila e Ivan, con un solo anno di differenza a separarli e cresciuti insieme sin da quando ne hanno memoria, hanno sempre nutrito il senso di protezione e la forte complicità tipici dei fratelli.
Trascorrere insieme questi giorni è importante per entrambi: se il colloquio di Ivan dovesse andare bene, potrebbe andare a vivere in Olanda per ben tre anni. È qualcosa di davvero impegnativo, l’ansia si fa sentire nonostante al colloquio finale manchi ancora un bel po’ di tempo.
«Grazie per avermi ospitato per un po’, avevo bisogno di cambiare aria» le dice Ivan una sera prima di abbracciarla.
Mila decide di non andare ad approfondire l’ultima frase del fratello, perché è sicura che quando sarà il momento lui si aprirà di sua spontanea volontà.
Compiere dei passi così grandi non è mai semplice; Mila per prima, quando pensa al fatto che il suo fratellino potrebbe trasferirsi per anni in un altro stato, si sente tanto fiera di lui quando triste. Ma il mondo odierno è pieno di soluzioni, spesso rapide, per raggiungersi e non perdersi mai di vista. E il loro legame non si affievolirà certo a causa della lontananza.
«Non devi preoccuparti, andrà tutto bene».
«Lo spero, tengo davvero tanto a quella posizione».
Mila lo incoraggia: «Chi ha radici forti, trova sempre il modo di fiorire». Nel mentre, per distrarsi, cosa è meglio che accompagnare la sorella a un evento di moda?
6. Bozzetti e timori
«Com’è andato l’evento?» chiede Elena elettrizzata al Café Smile.
Una grande storia non può che essere accompagnata da un buon caffè. Elena, osservando l’enorme sorriso di Mila, comprende che l’evento è andato alla grande, ma non vede l’ora di sentire il punto di vista dell’amica.
Anche se Ivan l’ha accompagnata, è una persona molto timida da cui non è riuscita ad avere nessuna informazione, quindi non le resta che aspettare il racconto dell’amica.
Mila si perde in un racconto liberatorio, viaggiando tra le scene della sfilata a cui ha assistito, narrando per filo e per segno tutti i materiali innovativi utilizzati e le cose incredibili che ha visto. Elena non ne capisce granché di moda, ma vedere Mila felice è tutto ciò che conta.
«Avevo con me il mio blocco da disegno e la sfilata mi ha donato una creatività incredibile!».
Mila non si separa mai da quell’oggetto di vitale importanza, lo porta ovunque, sostenendo che è impossibile prevedere la successiva ondata di ispirazione e che ogni momento è buono per abbozzare qualcosa di unico.
Sogna, un giorno, di poter lanciare la sua collezione firmata. Ma per ora si accontenta di aver trovato un lavoro che adora nel campo della moda, passare le ore a disegnare e a sognare ad occhi aperti il suo futuro.
«Perché non sembri convinta di qualcosa?» chiede Elena alla fine del racconto. Ha percepito qualcosa di strano nel tono dell’amica, che si adombra non appena sente quelle parole.
«Lungo le pause della sfilata ho preparato qualche bozzetto, ma non mi ero accorta di avere seduta alle mie spalle la “Boss della moda”».
Elena la guarda confusa, ma lascia sfogare l’amica senza interruzioni.
«La “Boss della moda” è un soprannome che in ufficio abbiamo dato alla Creative Director della sezione Novità e Accessori. Ve ne ho sicuramente parlato: è la divisione che fa scouting di designer emergenti, propone le novità dell’anno successivo e decide i progetti di comunicazione con gli editori».
A Elena, però, ancora non è chiaro dove Mila voglia arrivare.
«Quando si è accorta che stavo disegnando mi ha lanciato un’occhiata gelida, come se fosse un rimprovero per non aver centrato il momento adatto… mi dispiace molto perché la mia speranza sarebbe di essere spostata in quella divisione tra qualche tempo: contavo di farmi un po’ di esperienza dove sono adesso e poi chiedere il trasferimento perché è lì che si svolge la maggior parte del lavoro creativo e di innovazione!».
Il racconto, effettivamente, sembra contenere qualche elemento di criticità per Mila, ma Elena sceglie di concentrarsi sul bicchiere mezzo pieno e farle cogliere tutti i lati positivi della giornata.
Mila non ha la minima idea di cosa l’aspetta nell’immediato futuro.
7. Corsa contro i ricordi
Ivan è un ragazzo sportivo, ama andare a correre e andare in bicicletta per le campagne in cui è cresciuto. La mattina presto è il suo momento preferito in cui praticare sport e, approfittando della vicinanza dell’appartamento di Mila ed Elena ad un grande parco verde che gli ricorda lontanamente casa, questo diventa scenario delle sue lunghe corse con la musica sparata nelle orecchie.
È proprio questa passione che gli permette di incrociare Elena più volte lungo l’allenamento, intenta a procedere con la sua camminata mattutina. Entrambi adorano i propri rituali, motivo per cui non si intralciano nei loro momenti di sport, ma quando si passano accanto entrambi sorridono in modo spontaneo per sostenere l’attività sportiva dell’amico.
Negli ultimi giorni si sono incrociati più spesso del solito e così, Ivan, ragazzo timido che necessita di parecchio tempo per entrare in confidenza con persone che non conosce bene, trova il coraggio di chiederle se conosce una palestra nelle vicinanze in cui possa allenarsi.
Dovendosi trattenere solo per un breve periodo ha lasciato la sua amata bicicletta a casa, ma il ciclismo è la sua valvola di sfogo e sta cercando un posto al chiuso dove possa praticarlo. Inoltre, Ivan è stato ben attento ad omettere di essere partito con molta fretta dal suo paesino di residenza a causa di alcuni problemi che ci sono stati lungo il percorso e di cui non ha mai accennato niente a nessuno, nemmeno a sua sorella Mila, confidente e migliore amica.
Data la velocità con cui ha fatto le valigie e ha prenotato il biglietto del treno di sola andata, l’ultimo dei suoi problemi in quel momento è stato recuperare la bicicletta e portarla con sé, ma ora se ne pente.
Elena, sempre pronta ad accogliere di buon grado la possibilità di svolgere delle attività insieme a nuove persone, ne approfitta per invitarlo alla lezione che si terrà nella sua palestra nel pomeriggio.
I due scoprono non solo di essere potenziali grandi amici, ma anche di avere una passione in comune: l’amore per lo sport.
Quando Mila viene a conoscenza di questa cosa ne rimane piacevolmente colpita, tanto da aggiungersi sporadicamente a quei momenti.
È proprio durante questa “corsa” al parco insieme che avviene un incontro fortuito che potrà cambiare la carriera di Mila…
8. Sliding Doors in tuta da ginnastica
Mila non può definirsi esattamente una persona sportiva, motivo che la porta a stupirsi della quantità di persone che corre ogni mattina al parco, ma è motivata a fare un po’ di attività, se non altro per trascorrere un po’ di tempo in più con Elena e suo fratello, finché è ancora in Italia. In genere inizia affiancando Elena e Ivan, ma poi cede e lascia continuare i due in autonomia e passa a una marcia leggera o addirittura a una camminata rilassante; in attesa di incontrare Elena per una spremuta post “corsa” al Cafè Smile.
Quel sabato, però, il destino ha deciso per lei: Mila ha imparato a riconoscere alcune persone come abitudinarie frequentatrici del parco, ma un volto l’ha colpita più degli altri: qualcuno che aveva già visto prima, ma che in quel contesto le era apparso incredibile.
No! Dopo la corsa, al Cafè Smile con Elena, solo a ripensare a quell’incontro il cuore le batte forte nella cassa toracica. Elena la guarda con occhi spalancati e una curiosità cocente, ma lei deve ancora metabolizzare quanto vissuto, motivo che la spinge a dare sempre più suspence al discorso senza nemmeno farlo apposta.
«Appena ho realizzato chi ci fosse davanti a me, occupata a correre nella direzione opposta alla mia ho cercato di individuarvi, ma non eravate da nessuna parte!».
Mila aveva sentito il cuore batterle all’altezza della gola, ed era sicura che non fosse a causa dello sforzo fisico, ormai stava solo camminando; per non parlare della bocca che si era seccata all’istante e delle guance diventate bordeaux. Nella sua testa erano passati fin troppi scenari, ma non aveva avuto idea di come comportarsi: doveva fare finta di niente o salutarla? Ma che figura avrebbe fatto se lei non l’avesse riconosciuta? Ma, al tempo stesso, come avrebbe fatto a non riconoscerla dopo la figuraccia fatta con lei all’evento di moda e l’occhiata gelida che lei le ha lanciato?
«Hai incontrato la “Boss della moda” al parco?» chiede Elena con un sorriso.
«Esatto! Stava correndo nella direzione opposta alla mia».
«E cosa hai fatto?» chiede Elena incredula.
«Cosa dovevo fare? Ho iniziato a correre per affiancarmi a lei!»
«Tu sei tutta matta» le risponde Elena abbracciandola e ridendo.
«Non solo correvo, ma ho anche iniziato a parlare, mi sono presentata, mi sono scusata per i disegni durante la sfilata. Ho continuato a parlare finché sono rimasta praticamente senza fiato e lei si è voltata verso di me e…».
«E cosa?!» la incalza Elena
«E si è tolta le cuffie, mi ha guardata e mi ha chiesto perché la stessi seguendo. Non aveva sentito una parola».
Elena la guarda tra il divertito e il dispiaciuto per lo sforzo vano dell’amica, ma è proprio allora che Mila, che nel frattempo ha recuperato un po’ di fiato, si illumina.
«Nella sfortuna, devo averle fatto talmente tenerezza, che mi ha lasciato ripetere il discorso. Le ho spiegato che ammiro il suo lavoro e che ci terrei molto a essere trasferita nella sua divisione se si aprisse una posizione e… mi ha detto che il mio entusiasmo le piace, che potrebbero aprirsi presto delle posizioni e che mi farà un colloquio!»
Questo è uno di quei momenti alla sliding doors che a Elena piacciono tanto e da pianificatrice qual è non riesce a non dire subito all’amica: «Fantastico, ora devi preparati al meglio! Se vuoi ti aiuto io oggi pomeriggio.»
9. Ansia prêt-à-porter
Mila sta per affrontare una giornata impegnativa: il colloquio con la “Boss della moda” è troppo importante e le mette un po’ di ansia.
I giorni precedenti sono trascorsi tranquilli tra incontri quasi casuali al Café Smile, lunghe conversazioni, presentazioni e amicizia. Lei, però, non ha fatto altro che ripensare a come prepararsi al meglio al colloquio. Ha cercato di analizzarne ogni singolo aspetto, sfumatura e discorso, immaginando fin troppi scenari plausibili – e non. Ogni piccolo ostacolo sembra mandarla in tilt: ha cambiato decine di abiti, mettendo a soqquadro l’intera camera.
Una volta trovato un vestito che sembra fatto apposta per lei e per l’importanza della riunione, non riesce proprio a decidersi sugli accessori da indossare. Sono tutte scelte che da fuori sembrano superficiali, ma lei sa che contano per la Boss e le risultano difficili – a lei, che usa sempre la moda per esprimersi con fragore – per via dell’ansia che prova.
Elena l’ha aiutata a prepararsi e nella borsa ha il dossier con tutti i lavori che vorrebbe mostrare alla Boss, potrebbe spegnere la mente e dedicarsi alla colazione, ma ora che il giorno è arrivato, Mila non riesce a staccare la testa dalla riunione e tutti i suoi pensieri sono orientati a quello. Ripete nella testa il discorso d’apertura e ricontrolla almeno dieci volte che il blocco con i bozzetti sia in borsa e poi, finalmente, si concede un momento di relax con Ivan.
Ivan, accorgendosi della situazione e consapevole che la sorella non parla d’altro da giorni, accorre in suo aiuto: le suggerisce di provare a parlare ad alta voce di ciò che l’affligge e lei tenta di spiegare ciò che prova, ma un groppo in gola e la bocca secca le impediscono di esprimersi come vorrebbe. È proprio questo che la preoccupa: non riuscire a dare il meglio di sé.
«Non devi essere perfetta, Mila, basta che tu sia te stessa», le dice con amore fraterno preparandole la colazione.
Dopo questo scambio di parole e più di un sorriso di incoraggiamento, Mila ritrova il coraggio e affronta la giornata con il sorriso che la contraddistingue.
Non vede l’ora di tornare la sera e spera di poter raccontare cose belle…