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Sbiancamento dentale: falsi miti
Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Sbiancamento dentale: falsi miti

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I falsi miti dello sbiancamento dentale

Un sorriso bello e luminoso è il desiderio di chiunque, ma quando il bianco naturale dei denti non soddisfa le aspettative, lo sbiancamento dentale può essere la risposta a questa esigenza estetica.

Attorno al trattamento, però, ruotano ancora alcuni falsi miti che è opportuno sfatare per avere maggiore consapevolezza nell’approccio a questa procedura odontoiatrica.

Ecco i più diffusi:

 

Chiunque può fare lo sbiancamento dentale

Il paziente candidato a questo trattamento deve essere selezionato dal professionista, odontoiatra o igienista dentale, che valuterà la sua situazione clinica a seguito di una visita di controllo e relativa anamnesi. Le premesse affinché ci si possa sottoporre ad uno sbiancamento sono:

  • assenza di patologie del cavo orale
  • stato di salute generale di denti e tessuti gengivali
  • attitudine del paziente a una buona igiene orale

Il trattamento in studio è più efficace di quello domiciliare

Ambulatoriale e domiciliare sono entrambi trattamenti sbiancanti professionali: il domiciliare, anche se applicato a casa, è sempre eseguito sotto la supervisione dell’odontoiatra o dell’igienista dentale che non forniranno solo le istruzioni al paziente, ma anche il materiale necessario per il trattamento (prodotto e mascherine per la sua applicazione).

Quello ambulatoriale viene generalmente eseguito utilizzando come agente sbiancante il perossido di idrogeno in concentrazioni che permettano di ottenere un risultato ottimale anche in una singola seduta. Per il domiciliare, invece, si sceglie il perossido di carbamide (perossido di idrogeno+urea), un composto in concentrazioni tali da poter essere applicato in autonomia dal paziente senza rischi. Il perossido di carbamide libera gradualmente perossido di idrogeno. Questa è la ragione per cui il trattamento domiciliare è necessariamente più lungo, ma non meno efficace rispetto a quello eseguito in studio.

Un trattamento non esclude l’altro, anzi, l’abbinamento delle due tecniche può garantire risultati migliori e più duraturi.

Lo sbiancamento dentale rovina i denti

Lo sbiancamento dentale professionale, che sia ambulatoriale o domiciliare, utilizza prodotti e protocolli sicuri per lo smalto dei denti.

Inoltre, per il mantenimento dei risultati ottenuti, il professionista saprà consigliare anche dentifrici e collutori specifici da utilizzare nell’igiene orale quotidiana.

I rimedi "fai da te" sono efficaci e sicuri

Sempre più spesso è possibile reperire sul web tramite blog e canali dedicati proposte di rimedi sbiancanti “fai da te” ritenuti sicuri perché naturali. Sfatiamo una volta per tutte questo che è forse il più pericoloso tra i falsi miti: alcune sostanze, si pensi per esempio al bicarbonato o al succo di limone che spesso vengono citati in questi contesti, possono essere molto pericolose per i denti perché abrasive ed erosive dello smalto.

I denti, una volta danneggiati, non sono in grado di autoripararsi. Quindi è bene evitare ogni metodo fai da te e rivolgersi sempre all’odontoiatra o all’igienista dentale anche per dubbi o domande riguardanti l’estetica del sorriso.

Macchie di the, caffè, nicotina, ecc... possono essere eliminate con lo sbiancamento dentale

Non tutte le macchie dei denti sono uguali: se superficiali come quelle di the, caffè, nicotina o scarsa igiene, vengono rimosse da un’accurata igiene orale professionale che deve quindi essere il punto di partenza di ogni trattamento sbiancante.

Gli agenti sbiancanti utilizzati nei trattamenti professionali lavorano invece su quelle pigmentazioni che hanno raggiunto una struttura più profonda del dente.

Lo sbiancamento è un trattamento definitivo

Non è facile prevedere la durata di uno sbiancamento, ma ciò che è certo è che non è definitivo. Il colore dello smalto, infatti, tende a recidivare in relazione alle abitudini di vita ed alimentari del paziente o alla qualità della sua igiene orale. Per questa ragione è molto importante ipotizzare protocolli di mantenimento che prevedano periodici richiami con prodotti sbiancanti domiciliari e l’utilizzo di prodotti specifici per l’igiene orale quotidiana.

Lo sbiancamento è sempre possibile, anche sui denti ricostruiti

Lo sbiancamento dentale riguarda i denti naturali, ma non ha alcuna attività su corone, otturazioni, manufatti protesici e in generale materiali da restauro. È importante tenerlo presente nel caso in cui interventi di questo tipo siano visibili nel sorriso.

Può essere invece molto utile valutare uno sbiancamento dentale prima di interventi protesici di natura estetica proprio per scegliere materiali dal colore più simile a quello raggiunto dai denti naturali dopo lo sbiancamento e garantire così al paziente un sorriso più bianco e luminoso.

I contenuti qui riportati sono stati redatti o validati dai seguenti specialisti Dott. Matteo Basso, Odontoiatra specialista in Parodontologia; Dott. Giordano Bordini, Odontoiatra specialista in Parodontologia; Dott.ssa Silvia Musella, Igienista dentale.

Ultimo aggiornamento: 31/12/2022

Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. Si consiglia di far sempre riferimento al proprio professionista di fiducia.

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